Elena la Giusta
Un'analisi approfondita, dura e cruda, del discorso della Schlein a Barcellona: perché ha deluso le aspettative? Dove e come poteva migliorare?
In queste giornate intense riesco a scrivere poco e, probabilmente, con il proseguire dei mesi, avvicinandosi le elezioni, il tempo sarà sempre minore.
Per questo, anche se mi ero ripromesso di scrivere un articolo sul discorso della Schlein a Barcellona, mi sono poi ridotto a parlarne settimane dopo.
Perché è importante parlarne?
Innanzitutto perché è stata la consacrazione europea e sì, anche mondiale, della Segretaria del Partito Democratico come interlocutrice principale dei partiti progressisti internazionali. Non era scontato, tutto il mondo è Paese e non sarei stato sorpreso di vedere anche Bonelli, Fratoianni e Conte allo stesso raduno.
È vero che si trovano tutti in famiglie politiche differenti in Europa e quindi sarebbe stato impossibile comunque vederli lì, ma non dare risalto a questa partecipazione della Schlein è già il primo errore comunicativo passato per il Nazareno.
Riuscire a comunicare per tempo l’occasione di essere il perno principale del dialogo presente e futuro con i leader progressisti del mondo le avrebbe permesso di essere un passo in avanti nel tortuoso percorso verso le primarie. Purtroppo spesso ricorriamo nell’errore della bolla, del dare per scontato che tutti sappiano osa sta accadendo, chi siamo etc.
Errore comune, ma che - parlando di vertici - dovrebbe essere evitato come la peste, invece…
Poi - viceversa - c’è la comunicazione per la bolla, per gli accaniti, per quelli che leggono\vedono\sentono tutto del nostro mondo. Dei coraggiosi che vogliono ascoltare almeno due minuti, se non cinque, del discorso conclusivo della suddetta Segretaria e regalarsi una gioia nella vita.
Sono partito con grandi aspettative: rinunciare a auto-incoronarsi è - volendo - anche un segno di umiltà, ma sbagliare il discorso in diretta mondiale potrebbe mostrare d’essere anche diabolici.
Così, purtroppo è stato.
La Schlein - o chi la mal consiglia - è riuscita nella quasi impossibile impresa di “sbagliare”, a mio avviso, l’80% della sua grande opportunità.
Analizziamolo:
Grazie. Questo è sempre stato il mio sogno: è così importante essere qui insieme, progressisti da tutto il mondo, per condividere una visione comune e migliorare la vita delle persone.
Questa è l’apertura e viene subito da chiedersi perché la segretaria di uno dei più grandi Partiti progressisti Europei non sia riuscita a organizzare lei, a Roma, un grande evento di questo tipo, il suo sogno.
Vedere chi combatte dalla stessa parte in paesi diversi, parlando lingue diverse, ci ricorda che insieme è meglio che da soli, insieme è meglio che divisi, e insieme è decisamente meglio che dire solo "io".
Qui siamo dalle parti del Piccolo Coro dell’Antoniano. Mancava solamente “Sinistra bella, destra brutta”, si salva solo la conclusione sull’”io”, scontata, ma almeno…
Voglio ringraziare tutti gli organizzatori, ma uno in particolare: Pedro, grazie per la tua leadership e per aver dimostrato che un'agenda progressista funziona e dà risultati concreti alle persone.
Questo ringraziamento poteva essere inserito alla conclusione, sono già passati quasi due minuti e non c’è niente di interessante: anche gli appassionati si sono addormentati o hanno cambiato canale. Andiamo avanti.
Dobbiamo dirlo forte e chiaro: non accetteremo che il diritto internazionale venga sostituito dalla legge del più forte e del più ricco. Non accetteremo che persone come Musk guadagnino un trilione di dollari mentre i suoi amici, Trump e Meloni, bloccano il salario minimo per milioni di lavoratori.
Ok, qui c’è del buono ma anche molta confusione, non si capisce cosa c’entri Musk, qual è il legame - se non l’amicizia - con la Meloni. Qui doveva essere più chiara e meno vaga, a volte basta anche un semplice slogan e dire chiaramente: tassiamo i ricchi e promuoviamo un salario minimo europeo per tutte le lavoratrici e i lavoratori. Lo spettatore rimane perplesso.
Non accetteremo di vedere l'ONU sostituita da un "consiglio di pace" che non sta affatto costruendo la pace; non si può costruire la pace senza coinvolgere i palestinesi. Palestina libera! Abbiamo bisogno del riconoscimento dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele.
Qui molto bene anche se il cerchiobottismo in conclusione citando Israele poteva essere evitato per essere più forti e netti.
Non accetteremo che venga rubato il futuro alle nuove generazioni negando il cambiamento climatico e continuando a dipendere dai combustibili fossili. Abbiamo un solo pianeta, non esiste un "Pianeta B" e non ne siamo i proprietari: siamo solo affittuari e dobbiamo restituirlo a chi verrà dopo di noi.
Ritorniamo velocemente all’Antoniano con dei concetti a prova di bambini e un errore clamoroso, parlando ancora di “cambiamento” quando il mondo degli attivisti, della parte politica e sociale a cui si rivolge questo passo parla solo ed esclusivamente - giustamente - di “crisi” climatica. Anche in questo momento si poteva parlare di tassare maggiormente le aziende che si arricchiscono con i fossili, di smettere almeno di sovvenzionarle, di promuovere una legge italiana, europea con una battaglia comune per favorire l’industria verde, il trasporto verde, le rinnovabili…
Compagni, non dobbiamo lasciare l'internazionalismo ai nazionalisti dell'estrema destra. Il loro messaggio di odio e discriminazione colpisce sempre gli stessi nemici in tutti i nostri paesi, usando la diversità come capro espiatorio: i migranti, la comunità LGBTI, le donne giudicate "troppo emancipate", i sindacati e i giornalisti indipendenti. Dobbiamo dirlo forte e chiaro: noi siamo al loro fianco e lo saremo sempre.
La Schlein si rifugia all’angolo, nella sua comfort-zone e parla di diritti. Lo fa però in difesa e non in attacco: un altro errore comunicativo. Elly non riesce a farsi promotrice di nulla fino a ora, non riesce a prendere le redini di nessuna battaglia e dire qualcosa che possa catturare l’attenzione della sala e della stampa.
Questi leader scelgono un nuovo nemico ogni giorno per distogliere l'attenzione dal fatto che non stanno dando risposte ai bisogni della gente. Ma alla fine, questo messaggio di odio li metterà dai lati opposti dei muri che vogliono costruire; finiranno per essere nemici tra loro attraverso quelle stesse mura. Lo vediamo chiaramente con la guerra commerciale e i dazi di Trump che danneggiano tutte le economie. Più loro costruiscono muri, più noi costruiremo cooperazione, dialogo e pace.
Buona la conclusione ma il resto è confusionario e poco preciso, un po’ vago anche sui dazi di Trump che non hanno interrotto i rapporti politici e istituzionali, nessuno è diventato nemico di nessuno, tutte le nazioni continuano a fare affari e incontri senza alcun tipo di muro.
I nazionalisti di destra sono cresciuti alimentando la paura: paura dei migranti, della differenza, della diversità. Ma ora abbiamo l'opportunità per una svolta storica: adesso la gente ha paura di loro, perché portano caos, incertezza, guerre e danni economici. Portano persino sparatorie nelle strade delle loro città. Esprimiamo solidarietà a Minneapolis per quanto accaduto, un evento che ha scioccato tutti.
Se la “gente ha paura” perché continua a votarli? In Francia, Italia, Regno Unito e persino in Spagna la destra è avanti nei sondaggi. Sembra più un passaggio costruito per arrivare alla conclusione emozionale, ma anche questa parte è totalmente a vuoto.
Siamo noi a poter offrire protezione, pace e speranza per un futuro migliore e più giusto. Per questo è fondamentale essere qui uniti, per rafforzarci a vicenda oltre ogni confine, perché abbiamo molto in comune e condividiamo gli stessi valori. Ho incontrato colleghi da Europa, America, Africa e Asia e condividiamo una visione comune che può ridisegnare il mondo: pace, democrazia, giustizia sociale e giustizia climatica.
Tutto inutile.
Vogliamo migliorare la vita delle persone. Vogliamo buoni posti di lavoro e salari equi. Vogliamo sanità e istruzione per tutti, una crescita sostenibile ed energia pulita. Vogliamo case a prezzi accessibili e vogliamo combattere i paradisi fiscali per tassare i miliardari.
Vogliamo un mondo migliore, mentre la destra vuole un mondo peggiore, siamo tornati all’Antoniano.
Vogliamo una vera parità di genere. In Italia abbiamo una Presidente del Consiglio donna, ma nel mio paese le pensioni delle donne sono state tagliate, il lavoro di cura non retribuito grava sulle loro spalle e l'accesso all'aborto sicuro è reso più difficile. C'è una grande differenza tra leadership femminile e leadership femminista: è inutile avere una leader donna che non lotta ogni giorno per migliorare la vita di tutte le altre donne.
Ritorno alla comfort-zone su uno dei cavalli di battaglia della Schlein, ripetuto più volte fino allo sfinimento. Difesa e mai attacco: qual è la proposta per le donne a livello italiano ed europeo?
Siamo qui per dire che un altro mondo è possibile, basato sulla solidarietà, la cooperazione, la pace e l'uguaglianza. Questo è il mondo che vogliamo costruire insieme a voi. Se le guerre continuano, dobbiamo mobilitarci insieme nello stesso giorno in tutti i nostri paesi per la pace e l'uguaglianza.
Basta, pietà.
Le persone non hanno bisogno di mobilitazione, ma di idee e proposte, così sembra che i progressisti siano e saranno confinati alla sola piazza per sempre.
Lasciatemi dare una buona notizia dall'Italia: tre settimane fa abbiamo vinto un referendum costituzionale contro Giorgia Meloni. Quindici milioni di persone sono andate a votare contro il governo. La società civile si è mobilitata, ma i giovani e le donne hanno fatto la differenza per difendere la nostra Costituzione e l'indipendenza dei giudici. Lo abbiamo visto anche in Ungheria, sconfiggendo Orbán. Il tempo dei nazionalisti di destra è finito.
Un passaggio, molti errori. La Schlein s’intesta la vittoria al referendum conscia che la vittoria sia arrivata - secondo tutti gli analisti - anche e soprattutto grazie al voto di chi, solitamente, non esprime la propria preferenza alle politiche. La frase conclusiva riprende il concetto di sopra, con l’aggravante che in Ungheria ha vinto una “costola” di Orban, ha vinto un altro nazionalista di destra. Che disastro.
Non sono imbattibili. Possiamo batterli, ma dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Dobbiamo aprire porte e finestre, specialmente ai giovani che spesso non si sentono ascoltati nemmeno dalle nostre organizzazioni. Ho un messaggio per loro e per le donne: molte volte, quando vi impegnerete in politica, qualcuno vi dirà che non siete all'altezza o che non è il vostro posto. Non ascoltateli! Avete il diritto di partecipare e di cambiare il mondo.
Questo è l’unico momento importante e significativo del discorso: l’ammissione della condizione - inefficace - del centrosinistra e la proposta di aprirsi al nuovo. Questo è - per quanto vago - l’unico passaggio nel quale la Schlein alza il livello della discussione, anche se poi è la stessa che ha confermato (quasi) tutti gli Europarlamentari in Europa con un’età media molto alta. Approfittare di questo tema e dare l’esempio annunciando che alle prossime elezioni saranno candidate più donne e più under 40 sarebbe stato decisamente meglio, evidentemente non può dirlo e non può farlo.
Concludo con questo: possiamo batterli, ma non lo faremo inseguendo la loro agenda o parlando la loro lingua. Li batteremo se li costringeremo sul terreno per loro più scomodo: la giustizia sociale e la pace. La qualità della vita delle persone è la nostra forza. Insieme possiamo scrivere una pagina migliore per il nostro futuro, perché questo è davvero il nostro momento. Grazie!
Conclusione senza infamia e senza lode, ad acuire la situazione c’è la comunicazione del PD che continua a inseguire l’agenda del centrodestra sempre in difesa e mai in attacco.
Riprendere “questo è davvero il nostro momento” legandolo alle frasi sopracitate sulla fine dei sovranisti rafforza l’idea di una leader spaesata e poco aderente alla realtà della politica estera.
Qualcuno penserà che quello non fosse il luogo per alzare il livello e la sfida dei progressisti: no, si sbaglia.
Ho ascoltato quasi tutte e cinque le ore di interventi, ecco alcuni passaggi di ciò che hanno detto gli altri avendo a disposizione molto meno tempo:
Lula
Abbiamo bisogno di una governance globale che sia capace di tassare i super-ricchi per finanziare la lotta contro la fame e il cambiamento climatico.
Sanders
Dobbiamo trasformare i nostri sistemi energetici per passare dai combustibili fossili all'efficienza energetica e alle rinnovabili, e dobbiamo farlo ora.
Waltz
Il buon governo non riguarda solo i discorsi, ma i risultati. Abbiamo approvato leggi per proteggere il diritto di voto, per garantire il congedo parentale retribuito e per assicurarci che ogni bambino, indipendentemente dal suo codice postale, abbia accesso a un'istruzione di qualità e a pasti scolastici gratuiti. Abbiamo fatto queste cose perché crediamo che una democrazia forte poggi su una classe media forte e su una rete di sicurezza sociale che non lasci indietro nessuno.
Andersson
il passaggio più importante e significativo di tutte e cinque le ore:
Come progressisti, la nostra risposta deve essere ferma. Non dobbiamo scusarci per i nostri valori.
e ancora
Il futuro non è scritto nelle stelle, è scritto nelle nostre azioni. Se restiamo uniti, se parliamo con chiarezza ai bisogni reali delle persone e se offriamo una visione di speranza invece che di paura, vinceremo questa battaglia per l'anima delle nostre democrazie
Questa è l’analisi dura e cruda, tecnica, di un discorso alto, altissimo…rarefatto.
La differenza tra partecipare ed emergere, la differenza tra chi ha compreso la difficoltà del proprio ruolo desiderosa di un salto di qualità e chi vuole difendere alle corde la propria posizione.
La Schlein ha davvero necessità di cambiare marcia o, forse, solamente cerchio magico.






